quinta-feira, 23 de dezembro de 2010



Confesso... tagliare le unghie dei bambini non mi è mai sembrato un compito facile. Ma ammetto che non immaginavo che fosse una missione quasi impossibile. Poi quando si tratta dei piedini... ancora più difficile! Pianti e urli, come se io stessi tagliando un dito anziché un'unghia. Dopo 10 mesi la piccola ha cominciato a capire che si, esce un pezzo suo, ma no, non fa male! L'ha capito per le mani, ma i piedini... ancora un dramma! Meno male che hanno inventato la forbicina a punta tonda.

Confesso... cortar as unhas das crianças nunca me pareceu tarefa facil. Mas admito que eu nao imaginava que fosse uma missao quase impossivel. E quando é com os pezinhos, entao... ainda mais dificil! Choro e gritos, como se eu estivesse cortando um pedaço do dedo, e nao as unhas. Depois que minha pequena fez 10 meses ela começou a entender que sim, sai um pedaço dela, mas nao, nao doi! Ela entendeu isso com relaçao às unhas das maos, mas os pezinhos... ainda é um drama! Ao menos inventaram a tesourinha com ponta redonda.

segunda-feira, 29 de novembro de 2010


Acquaticità

Praticamente il primo "sport" concesso ai bambini, il corso di acquaticità ha sempre attirato la mia attenzione. Ma quando è giusto iniziare? E se piange?
In alcune strutture dove vengono svolti corsi di acquaticità viene permesso addirittura ai bambini appena nati, 0+, di iniziare le lezioni. Ho letto alcuni articoli e tutti consigliano di aspettare almeno i primi vaccini. Altri corsi invece prevedono l'età minima di 3 mesi.
Io particolarmente lo ritengo poco adatto a bambini con meno di 5-6 mesi, a seconda dello sviluppo psicomotorio di ogni bambino. Ma siccome non sono pediatra la mia opinione conta quel che conta.
Una volta deciso di iniziare il corso, si sceglie la struttura. La temperatura ideale non deve essere inferiore ai 30º C e chiaramente, sotto i 40º C.
Un problema che tutte le mamme di solito riscontrano è il bagnetto dopo la piscina sopratutto per i bambini che non riescono a reggersi in piedi e scivolano tra le braccia delle mamme, che cercano quasi inutilmente di lavarli. Una soluzione potrebbe essere mettere seggiolini nelle docce, come queli che l'IKEA ha nei bagni, in modo da ridurre il pericolo.
E se piangono? Magari hanno freddo, fame o sonno. La mia piccola ha pianto durante le prime lezioni, immagino a causa del freddo e dell'insicurezza, di non trovare un appoggio. Allora abbiamo provato a comprendere le sue necessità e cercare di darle un appoggio con le mani, durante le lezioni. Magari è stato questo a fare la differenza o magari si è semplicemente abituata, perché ha iniziato a divertirsi e battere le gambine. Alcune volte piange ancora, sopratutto quando è sveglia da troppo tempo. Se è evidente che non si sta divertendo, ritengo che sia giusto andare via un po' prima della fine della lezione, anche perché obbligare il bambino a stare in piscina quando non vuole, secondo me non aiuta ad avere un buon rapporto con l'acqua, e può diventare controproducente. Voglio dire, anche noi adulti non sempre abbiamo voglia di stare 45 minuti in acqua...

Nataçao

Praticamente é o primeiro esporte concedido aos nenéns. Esse curso sempre chamou a minha atençao. Mas quando é melhor começar?E se o neném chora?
Em alguns lugares aceitam-se recém nascidos. Em outros, é necessario que o bebe tenha ao menos 3 meses. Li em alguns artigos que o ideal é esperar ao menos as primeiras vacinas. Eu particularmente acho melhor esperar o 5º-6º mes, de acordo com o desenvolvimento de cada bebe, mas nao sou medica para poder dar esse tipo de recomendaçao.
Uma escolha importante é a da escolinha de nataçao. A temperatura ideal varia entre 30 e 40º C. No Brasil é importante proteger o bebe do sol, optando por horarios em que o sol esta mais fraco ou frequentando uma piscina coberta.
A hora do banho pode ser um problema, pois o bebe pode escorregar dos braços da mae. Uma boa soluçao seria colocar cadeirinhas como as que o IKEA usa nos banheiros, para diminuir o perigo.
E se o bebe chora? Pode ser frio, fome ou sono, ou ainda pode ser que ele se sinta inseguro por nao ter um apoio. Minha filha chorou nas primeiras aulas e tentamos (eu e meu marido) entender o motivo. Tentamos fazer com que ela tivesse mais apoio, para se sentir mais segura, e talvez tenha sido isso o que fez a diferença. Talvez ela simplesmente tenha se acostumado pois logo começou a bater as perninhas e a se divertir. Algumas vezes ela ainda chora, principalmente quando esta acordada a muito tempo. Se é obvio que ela nao esta se divertindo acho que é o caso de sair da piscina antes da aula acabar, mesmo porque obrigar a criança a permanecer na piscina quando ela nao quer, na minha opiniao nao ajuda a ter uma boa relaçao com a aqua, muito pelo contrario. Os proprios adultos nem sempre querem ficar 45minutos debaixo d'agua...

quinta-feira, 18 de novembro de 2010


ALLA CONQUISTA DELLA CASA

Quando mia figlia aveva 3 mesi io e mio marito abbiamo perso il possesso del divano: abbiamo messo una palestrina per lei proprio nel miglior posto, all'angolo. Poi lei ha iniziato a stare a pancia in giù e da un giorno all'altro, ha imparato a rotolare. Il divano non era più un posto sicuro per lei. Ho appoggiato la palestrina per terra, contenta di riavere il divano. Ma il posto non le è piaciuto. Allora abbiamo preso una sdraietta da mettere ovunque eravamo: in soggiorno se eravamo al computer, sopra il tavolo se eravamo a mangiare...ups, abbiamo perso il tavolo. Ormai aveva 6 mesi. Si interessava troppo alle cose che erano sul tavolo e cercava di prenderle. Era ora di mettere in pensione la sdraietta. Allora abbiamo preso un tappetino. Lei stava a pancia in giù per terra e poteva rotolare e, allo stesso tempo, sentirsi libera. Il tappetino è stato subito sostituito da un "tappetone", perché ormai scappava, cercando di gattonare.
Oggi lei gattona e si arrampica sul divano, sulle sedie, sulle lampade, ovunque. Non abbiamo perso solo il divano o il tavolo... il soggiorno è diventato un parco giochi... ci sono giocatoli ovunque, il tavolo del soggiorno è stato sostituito da un tappeto di 200 x 140 cm con fantasie per bambini. Il box completa l'architettura.
Fra un po' inizierà a camminare, è la casa sarà completamente sua... come quei cartoni animati, alla conquista del mondo!

A' CONQUISTA DA CASA

Quando minha filha tinha 3 meses eu e meu marido perdemos a posse do sofa': colocamos um brinquedo para ela no melhor lugar, no cantinho da chaise longue. Depois ela começou a ficar de barriga para baixo e de um dia para o outro aprendeu a rolar. O sofa' nao era mais um lugar seguro para ela. Coloquei o brinquedo no chao, mas ela nao gostou. Entao compramos uma cadeirinha reclinavel, para coloca-la em qualquer lugar em que nos estivessemos: na sala se estavamos no computador, em cima da mesa se estavamos comendo... ups, perdemos a mesa.
Agora ela ja tinha 6 meses. Se interessava muito pelas coisas que estavam em cima da mesa e tentava alcança-las . Era o momento de aposentar a cadeirinha reclinavel. Entao compramos um tapetinho, no qual ela podia ficar de barriga para baixo e sentir-se livre ao mesmo tempo. O tapetinho logo foi substituido por um tapetao, pois ela tentava engatinhar.
Hoje ela engatinha e se levanta usando como apoio o sofa', as cadeiras, a luminaria, tudo. Nao perdemos somente o sofa' ou a mesa... a sala virou um circo... brinquedos espalhados por toda parte, a mesa foi substituida por um tapete com desenhos de 200 x 140 cm e o box completa a arquetetura.
Daqui a pouco ela começara' a caminhar e a casa toda sera' completamente sua... como nos desenhos, ela conquistara' o mundo!

quarta-feira, 17 de novembro de 2010

PICCOLO CONSIGLIO PER DOLORI ALL'INIZIO DELLA GRAVIDANZA
Nelle prime settimane di gravidanza è possibile soffrire dolori somiglianti alle coliche mestruali. Andare a farsi controllare dal medico è importante. Nel mio caso questi dolori sono comparsi nel corso del secondo mese, e hanno durato circa un mese e mezzo. Il medico mi ha consigliato di prendere Buscopan. Però volevo evitare medicine e quindi ho provato a mettere una borsa di acqua calda per alleviare il dolore. Ha funzionato!

PEQUENO CONSELHO PARA DORES NO INICIO DA GRAVIDEZ
Nas primeiras semanas de gravidez é possivel ter dores semelhantes às colicas menstruais. Consultar o medico é importante para controlar se vai tudo bem. No meu caso essas dores surgiram no segundo mes e duraram cerca de um mes e meio. O medico me aconselhou a tomar Buscopan. Porém eu queria evitar remédios e optei por colocar uma bolsa de agua quente no lugar onde eu sentia dores. Funcionou!

domingo, 24 de outubro de 2010

COME HO TOLTO L'AGGIUNTA

Può succedere che sia necessario dare una aggiunta di latte artificiale. Nel mio caso, dopo una mastite, la produzione di latte si era ridotta notevolmente. La piccola ha cominciato a calare di peso e non ho avuto altra scelta: a 13 giorni ho dato il primo biberon. A dire la verità da un lato ero triste perché chiaramente volevo nutrire la mia figlia con il meglio, ossia, il mio latte. Dall'altro lato almeno ero sicura che lei non avrebbe sofferto di fame.

Ci si ritrova in un circolo vizioso: il bebè ha fame, dai il tuo latte e poi l'aggiunta. Quanto più latte artificiale dai, meno latte produci. Un pensiero mi assaliva, facendo in modo che io cercassi una soluzione veloce: lei avrebbe avuto più fame, man mano che sarebbe cresciuta, e avrebbe preso sempre di più il biberon, e meno il seno. A meno che io non fossi riuscita ad aumentare la mia produzione di latte, in modo da eliminare pian piano il biberon.
Allora ho deciso di fare così: quando lei aveva fame la attaccavo al seno, anche se non c'era latte, per circa 5 minuti per ogni lato. Dopo davo il biberon. Ho iniziato a usare i paracapezzoli per ridurre il dolore causato dalle ragadi, e la produzione, in questo modo, è aumentata. Poi ho iniziato a ridurre l'aggiunta di poco poco e per "sostituire" ho ridotto il tempo di attesa per darle da mangiare: anziché aspettare 3 ore, aspettavo 2.30. Ho tolto i paracapezzoli visto che le ragadi stavano guarendo. Ormai era passato un mese, era ora. A questo punto ho avuto ancora più latte. Ormai davo pochissima aggiunta, il 70% della sua alimentazione era costituito da latte mio. Questa però è stata la parte più difficile, perché non sapevo cos'altro potevo fare. Ho trovato la soluzione seguendo i consigli del sito www.allattare.net. Sono stata con la piccola attaccata a me (e al seno) per 48 ore. L'ho messa sul "lettone" con me, e quando aveva un minimo segno di fame, la attaccavo al seno, a qualsiasi ora. Anche se lei aveva mangiato un'ora prima. A questo punto le davo 90 ml di aggiunta al giorno. Il pediatra ha detto che quello era poco, e sicuramente sarei riuscita a produrre tutto il latte necessario. Quello mi ha dato più fiducia in me stessa. Un'amica cara mi ha detto che era sicura che io sarei riuscita a farcela. Ho letto su una rivista che una donna ce l'ha fatta quando il suo bebè aveva quasi due mesi, e ho conosciuto pure un'altra che ha avuto la stessa sorte. Ho smesso completamente di dare l'aggiunta e ho cominciato ad attaccarla al seno ogni 2 ore, o anche un'ora e mezza. Fatto!
Non dobbiamo dimenticarci che quanto più si attacca il bebè al seno, più latte viene prodotto. Questa è la natura: più chiedi al tuo corpo, più il tuo corpo ti dà.

COMO TIREI A MAMADEIRA COM LEITE ARTIFICIAL

Pode ancontecer que seja necessario dar mamadeira com leite artificial para o nenem. No meu caso, depois de uma mastite, minha produçao de leite diminuiu muito, minha filha começou a emagrecer e eu nao tive escolha: tive que dar mamadeira quando ela tinha 13 dias de vida. Eu fiquei triste porque queria alimenta-la com o melhor, ou seja, leite materno, mas por outro lado pelo menos eu tinha certeza de que ela estava alimentada.

Vira um circulo vicioso: o bebe fica com fome, voce da o peito e depois a mamadeira. Quanto mais leite artificial voce da, menos leite voce produz. Procurei uma soluçao o mais rapido possivel quando me dei conta de uma coisa: ela, crescendo, teira mais fome, e beberia sempre mais do leite artificial e menos do meu. A nao ser que eu aumentasse a produçao do meu leite e tirasse de vez a mamadeira.

Entao decidi fazer assim: quando ela estava com fome eu dava primeiro o peito, com o sem leite, por 5 minutos de cada lado, e depois a mamadeira. Comecei a usar o protetor de mamilos de plastico para reduzir a dor causada pelas feridas, e assim a produçao aumentou. Depois comecei a reduzir a quantidade de leite artificial devagarzinho, e para substituir eu diminui o tempo que eu fazia ela esperar entre as refeiçoes: ao inves de 3 horas eu esperava 2 e meia. Tirei os protetores de seio quando as feridas estavam sarando. Minha filha ja tinha um mes. A produçao de leite aumentou ainda mais. A esse ponto eu dava muito pouco leite artificial. 70% da alimentaçao dela era constituida de leite materno. Essa porém foi a parte mais dificil, porque eu nao sabia mais o que fazer. Encontrei a soluçao seguindo os conselhos do site www.allattare.net. Fiquei com minha filha grudadinha em mim por 48 horas, dando mama ao menor sinal de fome (nada de bico). Dormi com ela na minha cama para amamentar também de noite.
Mesmo se ela tinha acabado de comer ha uma ora. Eu estava dando, nesse momento, 90 ml de mamadeira por dia. O pediatra me falou que era pouco e que com certeza eu conseguia produzir essa quantidade. Aquilo me deu mais confiança em mim mesma. Uma amiga me falou que tinha certeza que eu teria conseguido. Li em uma revista que outra mulher também conseguiu tirar a mamadeira quando seu filho tinha quase dois meses, e conheci também outras pessoas que conseguiram. Parei completamente de dar a mamadeira e comecei a dar so o meu leite a cada duas horas, ou até mesmo a cada hora e meia. Feito!
Nao devemos nos esquecer que quanto mais o bebe mama, mais leite a mae produz. Essa é a natureza: mais voce pede ao seu corpo, mais seu corpo te da.

sábado, 9 de outubro de 2010


Bebê dormiu...

Hoje eu estava discutindo com minha irmã o que fazer quando o bebê dorme durante o dia: é melhor fazer silêncio ou deixar o bebê se acostumar com o barulho?
Acho que o bebê deve ser tratado como qualquer outra pessoa, nesse assunto. Se meu marido está com sono e quer tirar um cochilo depois do almoço, eu vou evitar de incomodá-lo enquanto ele estiver dormindo. Então porque o bebê "tem que acostumar"?
Minha irmã resumiu esse pensamento com uma frase que adorei: "Não são os bebês que devem se acostumar com a sociedade mal educada, mas sim a sociedade que tem que aprender a respeitar os bebês" .
A evolução de uma sociedade é medida através da forma com que ela trata seus membros mais fracos, ou seja, as crianças e os animais. Só porque eles não podem se manifestar ou usar a força como meio de coerção, isso não quer dizer que eles tenham que se submeter ao nosso egoísmo.
Então se minha filha se adormece, vou sempre preferir levá-la para um quarto silencioso, ou abaixar o volume da televisão, como eu faria com qualquer pessoa querida.

Il bebè si è addormentato...

Oggi parlavo con mia sorella su cosa fare quando il bebè dorme durante il giorno: è meglio fare silenzio o lasciare che il bebè si abitui ai rumori?
Penso che il bebè debba essere trattato come qualsiasi altra persona. Se mio marito ha sonno e vuole riposarsi dopo il pranzo, eviterò di disturbarlo. Allora perché il bebè deve "abituarsi"?
Mia sorella ha riassunto questo pensiero con una frase che mi è piaciuta molto: "Non sono i bebè che devono abituarsi alla società maleducata, bensì è la società che deve imparare a rispettare i bebè".
L'evoluzione di una società viene misurata attraverso il modo in cui vengono trattati i suoi membri più deboli, ossia, i bambini e gli animali. Solo perché loro non possono manifestarsi o usare la forza come mezzo di coercizione, questo non vuol dire che loro debbano sottomettersi al nostro egoismo.
Allora se mia figlia si addormenta, preferirò sempre portarla in una stanza silenziosa o abbassare il volume della TV, come farei con qualsiasi persona cara.

domingo, 3 de outubro de 2010


VIAGEM INTERNACIONAL

E eis que resolvi ir ao Brasil visitar minha família com minha mocinha de 7 meses e meio. Cerca de 24 horas de vôo, 2 escalas. Sozinhas, eu e ela. Me armei de canguru, carrinho e troquei a mala de mão de rodinhas por uma mochila, para ter as mãos livres. Ao reservar a passagem fiz o pedido de berço dentro do avião.
Dentro dos vôos tive a máxima assistência, porém tanto no aeroporto da Itália quanto na França tive que embarcar o carrinho e segurar o bebê-conforto (que de confortável para a mãe não tem nada) e não tive prioridade na fila de detector de metais.
Já no Brasil me deram uma assistência que eu considero exemplar: me deixaram levar o carrinho até o avião e desembarcar primeiro.
Quanto ao vôo (Air France) é necessário chegar cedo para reservar um lugar apto ao uso do berço, caso não tenha sido feito no momento da compra da passagem. São aqueles no meio do avião, disputados por todos aqueles que querem esticar um pouquinho as pernas. Não é possível fazer o check-in on line quando se viaja com bebês. O berço no avião é uma invenção fantástica que permite à mamãe descansar enquanto o bebê dorme. É oferecido um menu específico para crianças a bordo.
Para as mães que viajam sozinhas eu aconselho o uso do canguru e levar um carrinho compacto, dentro das medidas permitidas pela companhia aérea. Para sair do Brasil sem um dos pais é necessária uma autorização de viagens para menor.
Para ajudar o bebê com a pressurização, a amamentação pode ajudar.

VIAGGIO INTERNAZIONALE

Ed ecco che ho deciso di andare in Brasile a visitare la mia famiglia, con la mia bimba di 7 mesi e mezzo. Circa 24 ore di volo, 2 scali. Da sole, lei ed io. Ho preso il marsupio, passeggino e ho cambiato la valigia con le rotelle per uno zaino, per avere le mani libere e ho chiesto la culla in aereo, al momento dell´acquisto del biglietto.
Durante i voli ho avuto la massima assistenza, però tanto nell´aeroporto in Italia quanto in quello francese ho dovuto imbarcare il passeggino e tenere l´ovetto (che non è per niente confortevole e leggero) e non ho avuto priorità nelle code dei metal detector.
Invece in Brasile ho avuto un´assistenza davvero esemplare: mi hanno lasciato portare il passeggino finonell`aereo e mi hanno fatto scendere per prima.
Per quanto riguarda il volo (Air France) è necessario arrivare presto per prenotare un posto adatto all`attacco della culla, se questo non è stato fatto al momento dell`acquisto del biglietto. Sono quei posti in mezzo all`aereo desiderati da tutti quelli che vogliono stirare un po` le gambe. Non è possibile fare il check in on line quando si viaggia con un bebè. La culla in aereo è una invenzione fantastica, che permette alla mamma di riposarsi mentre il bebè dorme. Viene offerto un menu specifico ai bambini a bordo.
Per le mamme che viaggiano da sole, consiglio di usare il marsupio e portare un passeggino osservando le misure date dalla compagnia aerea. Per uscire dal Brasile senza uno dei genitori è necessaria una autorizzazione di viaggio ai minori di età.
Per aiutare il bebè per quanto riguarda la pressurizzazione, allattare al seno può aiutare.

terça-feira, 14 de setembro de 2010

PROBLEMI E SOLUZIONI


Esperienza personale: prima notte in ospedale, la piccola si addormenta con il seno in bocca, ed io non ho idea se l'attacco è giusto. L'indomani sono sicura che era sbagliato, visto che compaiono le prime ragadi. Niente paura, ho l'altro seno. Notte successiva: ragadi all'altro seno. Chiedevo aiuto alle infermiere ma ovviamente qualcuno ha sbagliato qualcosa, e probabilmente sono stata io.

Sono stata dimessa allattando esclusivamente al seno, come la stragrande maggioranza delle mamme. Ma a che prezzo? Ogni volta che dovevo allattare stringevo i denti e premevo qualsiasi cosa per sopportare il dolore. E farlo ogni 2-3 ore...non era facile. Ce la farò. Chi mi aiuta?

Ingorghi: non riuscendo a svuotare il seno ed evitando le poppate per via del dolore, il seno è diventato grosso e duro, da essere invidiato da Pamela Anderson. Cura: 15 minuti prima della poppata si fanno degli impacchi caldi utilizzando un pannolino bagnato in acqua calda. Si fa un massaggio e si svuota il seno completamente, finché non diventa morbido. Se il bambino non lo svuota si può ricorrere alla spremitura manuale per finire.

Mastite: per forza bisogna ricorrere agli antibiotici, ma non per questo si deve smettere di allattare. L'infiammazione è conseguenza degli ingorghi che non sono stati ben curati. La febbre conferma la mastite, eventualmente. Il seno diventa arrossito e molto duro. La miglior cura, secondo me, è prendere gli antibiotici, fare gli impacchi caldi per curare gli ingorghi e allattare il massimo possibile.

Ragadi: ho provato innumerevoli pomate. Mi sono trovata bene con Oleo Vea. Ho usato il paracapezzoli per una settimana e provavo a toglierlo a metà poppata ed offrire il seno. L'uso dei paracapezzoli mi ha sollevato un po' il dolore delle ragadi, quindi offrivo il seno più spesso e più volentieri. Risultato: la produzione di latte è aumentata. Ormai davo 50% di latte mio e 50% di aggiunta.

Dopo una settimana di paracapezzoli sono tornata dalla pediatra per cercare di toglierli, perché mi è stato detto che con il loro uso il latte tende a seccare entro 3 mesi, visto che difficilmente le loro misure corrispondono al capezzolo della mamma. Sono riuscita a toglierli, anche se avevo ancora ragadi, ma ormai avevo capito come doveva essere l'attacco. A questo punto la produzione di latte è aumentata ancora. Adesso davo 70% di latte mio e 30% di aggiunta.

Come togliere l'aggiunta e aumentare la produzione del proprio latte: questa è senza dubbio la cosa più difficile che ho fatto. La prima cosa è credere in sé stesse, che si riuscirà. Questo argomento è importante e nessuno mi ha detto come farlo, compreso i pediatri. Mi è stato di grande aiuto il sito http://www.allattare.net/. Parlerò più avanti su questo argomento.


(Tutti questi consigli sono basati sulla mia esperienza personale, e non sostituiscono i consigli dei medici.)


PROBLEMAS E SOLUÇÕES

Experiência pessoal: primeira noite no hospital. A pequena se adormece mamando e eu não tenho idéia se a posição esta certa ou não. No dia seguinte me certifico que estava errada, visto que aparecem rachaduras no seio. Sem problema, tenho o outro. Noite seguinte: rachaduras no outro seio. Eu pedia ajuda às enfermeiras, mas obviamente alguém errou algo, e provavelmente esse alguém fui eu. Quando me deram alta eu estava amamentando, como a grande maioria das mães. Mas qual o preço? Cada vez que eu amamentava, apertava os dentes para suportar a dor. E resistir a cada 2-3 horas...não era fácil. Eu vou conseguir! Quem me ajuda?


Pedras nos seios: não conseguindo esvaziar os seios e evitando amamentar por causa da dor, o seio ficou duro e grande, de dar inveja à Pamela Anderson. Cuidados: 15 minutos antes de amamentar se faz uma trouxinha utilizando uma fralda molhada em água quente. Massageia-se e se esvazia completamente os seios. Se a criança não consegue esvaziar, pode-se esvaziá-lo manualmente.


Mastite: é necessário recorrer aos antibióticos, mas isso não é motivo para parar de amamentar. A inflamação é uma conseqüência das pedras nos seios, que não foram bem cuidadas. A febre confirma a mastite, eventualmente. O seio fica avermelhado e muito duro. A melhor cura, na minha opinião, é tomar os antibióticos, fazer as trouxinhas quentes para sarar as pedras e amamentar o Maximo possível.


Rachaduras nos seios: tentei varias pomadas. Deu certo com uma chamada Óleo Vea. Usei o protetor de mamilos por uma semana e tentei retira-lo no meio das mamadas, continuando só com o seio. O uso dos protetores me aliviou um pouco a dor, então eu amamento mais vezes, e com mais prazer. Resultado: a produção de leite aumentou. Agora eu já dava 50% de leite meu e 50% de leite artificial para completar.

Depois de uma semana com os protetores de mamilos, voltei à pediatra para tentar amamentar sem eles, pois me falaram que o uso prolongado dos protetores fazia com que o leite secasse depois de cerca de três meses, já que dificilmente o tamanho deles é adequado ao seio. Consegui retira-los, mesmo com as rachaduras, mas a esse ponto eu tinha entendido como é a amamentação correta. A produção de leite aumentou ainda mais. Agora eu dava 70% do meu leite e 30% do leite artificial.


Como retirar o leite artificial e aumentar a própria produção de leite: essa sem duvida foi a coisa mais difícil que eu já fiz. A primeira coisa é acreditar em si mesma. Esse assunto é importante e ninguém me ensinou nada, nem os pediatras. O site abaixo me ajudou muito. Mais tarde falarei sobre isso. http://www.allattare.net/


(Todos os conselhos são baseados na minha experiência pessoal e não substituem o medico)



terça-feira, 7 de setembro de 2010



ALLATTAMENTO: POSIZIONE


Durante la gravidanza ci si concentra su come sarà il parto. Una volta partorito, la più grande preoccupazione cambia, e ci si pensa solo “devo nutrire la mia bambina”! Con me è stato così.

Scena: sala piena di donne incinta al corso pre parto, all'ospedale di Palmanova (UD) Eravamo in una decina. Tutte, tranne una, alla prima gravidanza. Una molto giovane, una abbastanza, hummm, matura...età media 30 anni.

Tre volontarie del gruppo SORSI DI VITA si impegnano a spiegarci che allattare non è scontato, e ci danno delle bambole, diconoci di fare finta che sono i nostri figli e che dobbiamo fare pratica. A parte la signora che era alla seconda gravidanza, addirittura tutte sbagliano!


AMAMENTAÇÃO: POSIÇÃO

Durante a gravidez a gente se concentra em como será o parto. Depois do parto a nossa maior preocupação passa a ser "devo nutrir minha filha"! Comigo foi assim.

Cena: sala cheia de mulheres grávidas no curso parto, no hospital de Palmanova (UD). Éramos mais ou menos em dez. Todas, menos uma, na primeira gravidez. Uma muito jovem, uma bem, hummm, madura... Uma media de idade de 30 anos.

Três voluntarias do grupo SORSI DI VITA se empenham a nos explicar que amamentar não é tão simples e obvio, e nos dão bonecas para que nos possamos fingir que são nossos filhos e fazer um pouco de pratica, amamentando. Absolutamente todas erraram, menos a moça que já tinha tido um filho e amamentado.



sexta-feira, 3 de setembro de 2010



DUE CONSIGLI

Ieri una mamma mi ha detto che ha preso a sberle sua figlia, perché non sapeva il motivo del pianto. Sono rimasta perplessa. Allora vorrei condividere alcuni consigli che mi hanno aiutato ad andare avanti.

Ogni esperienza è diversa e le regole generali che ho imparato sono solo due:

  1. seguire l'istinto
  2. non trattare male il bambino

Non sono regole semplici. La prima è difficile perché tutti vogliono dare la propria opinione. Alcuni parenti possono rivelarsi davvero possessivi, sopratutto i nonni, e possono sentirsi nel diritto di fare di testa loro. Alla fine, i loro figli sono bambini... i bambini non possono allevare altri bambini! E invece i loro figli sono diventati genitori. Hanno più accesso a informazioni attualizzate e sono persone capaci. Se qualcuno ti dà un consiglio, è meglio sorridere, dire “grazie” e fare come te la senti.

Il secondo punto non è affatto scontato. Vedo spesso mamme che prendono a sberle i loro figli, che li rimproverano in pubblico, che gridano con loro e che, quando vengono chiamate, non gli danno importanza. Altre mamme lasciano il bambino piangere per ore. Tutto questo rientra nel “trattare male” secondo me.

Se sei una mamma che in quel momento non ce la fa più, il meglio è mettere il bambino in un posto sicuro, come il suo lettino (e non prenderlo in braccio con rabbia!!! Lui percepisce tutto e gli duole il cuore sapere che sua mamma è, anche se momentaneamente, stufa di lui) e chiudere la porta in modo da non sentire il pianto. Nel frattempo fai una doccia, bevi acqua, insomma, calmati. Io lo faccio al massimo per 10 minuti. Questo perché il bambino ha bisogno della mamma, sopratutto dell'amore e pazienza per scoprire il motivo del pianto.

I motivi del pianto di solito sono fame, sonno, mal di pancia o mal di orecchio. Può darsi che voglia semplicemente essere preso in braccio per fare un ruttino. L'unico modo che il bambino ha per comunicare è il pianto. Lui non lo fa per rompere le scatole. Lui lo fa per chiedere “mamma, sto male, non so perché, sono a disagio e sto soffrendo. Tu sei il mio angelo, mi aiuti, per favore?”

Sono sicura che i capricci non esistono, almeno nel primo anno. Non sono un'esperta ma lo dicono pure parecchi pediatri. Esistono solo necessità, bisogni. La parola “capriccio”, secondo me, è stata inventata per giustificare gli adulti che non hanno la calma e l'amore per scoprire qual'è il bisogno del loro cucciolo.

DOIS CONSELHOS

Ontem uma mãe me falou que deu um tapa na sua filha, porque não sabia o motivo pelo qual ela estava chorando. Eu fiquei perplexa. Então eu queria compartilhar os conselhos que me ajudaram a seguir em frente.

Cada experiência é diferente e as regra gerais que aprendi são somente duas:

1. seguir o instinto

2. não tratar mal o neném

Não são regras simples. A primeira é difícil porque todos querem dar a sua opinião. Alguns parentes podem se revelar realmente possessivos, principalmente os avos, e podem se sentir no direito de fazer as coisas da maneira deles. Afinal, o filho deles ainda é uma criança... crianças não podem criar outras crianças! E, ao contrario, o filho deles virou pai. Tem mais acesso a informações atualizadas e são pessoas capazes. Se alguém te da um conselho, é melhor sorrir, dizer “obrigada” e depois fazer como você acha melhor.

O segundo ponto não é nada obvio. Vejo freqüentemente mães que dão tapas nos seus filhos, que os reprovam em publico, que gritam com eles e que, quando eles a chamam, não dão importância alguma para eles. Outras mães deixam os filhos chorarem por horas. Tudo isso é “tratar mal”.

Se você é uma mãe que, naquele momento, não agüenta mais, o melhor a se fazer e colocar a criança em um lugar seguro, como o berço (e não o carregue com raiva!!! Ele percebe tudo e o seu coração dói são de saber que a sua mãe, mesmo que momentaneamente, esta cansada dele) e fechar a porta para não sentir o choro. Enquanto isso tome um banho, bebe água, se acalme. Eu faço isso por um Maximo de 10 minutos. Isso porque a criança precisa de você, principalmente do seu amor e da sua paciência para descobrir o motivo do choro.

Os motivos do choro geralmente são fome, sono, dor de barriga ou de ouvido. Pode ser que ele queira simplesmente arrotar. O único modo que o neném tem para se comunicar é o choro. Ele não faz isso para encher o saco. Ele faz isso para pedir “mamãe, eu estou mal, não sei porque, estou incomodando e sofrendo. Você é meu anjo, me ajuda por favor?”

Eu tenho certeza que as manhas não existem, ao menos no primeiro ano. Não sou uma especialista, mas digo isso de acordo com vários pediatras. Existem somente necessidades. A palavra “manha”, na minha opinião foi inventada para justificar os adultos que não tem a calma e o amor para descobrir qual é a necessidade do filhote.

quinta-feira, 2 de setembro de 2010


A CASA- PRIMI GIORNI


“Bentornate a casa!” Mi hanno accolto mia mamma e mia sorella, che erano venute dal Brasile per aiutarmi. Fortunatamente erano riuscite ad arrivare prima della nascita.

Tutte le neo mamme del mondo avrebbero bisogno di parenti così, che mollano tutto per pulirti la casa, fare da mangiare, stirare e fare le notti senza dormire perché la mamma si riposi. I bebè, fino a 3 mesi, vogliono solo la mamma, e la mamma dovrebbe occuparsi solamente del suo cucciolo, di allattarlo, coccolarlo e conoscerlo. Sottolineo questo perché in questo periodo la maggior parte dei parenti vorrà solo stare con il bebè e prenderlo in braccio mentre, invece, l'aiuto più prezioso che la neo mamma può ricevere è avere qualcuno che le fa da mangiare. Questo farà in modo che lei sia nutrita bene, così per poter nutrire il suo bebè con un buon latte. Chi nutre deve prima nutrirsi!

Sono arrivata a casa con 2 cose da risolvere: i punti e le ragadi. I punti mi hanno fatto male per ben 10 giorni, ma mi hanno dato fastidio per almeno tutto il mese. Per quanto riguarda le ragadi, i tempi non sono stati così “brevi” (tra virgolette, perché il tempo è relativo, quando si prova dolore).

In questi primi giorni mi è stato di estremo aiuto il gruppo SORSI DI VITA. Ho conosciuto alcune volontarie in una delle lezioni del corso pre-parto. Le ho chiamate e loro sono venute a casa mia, mi hanno insegnato a fare impacchi caldi con i pannolini per curare gli ingorghi mammari, mi hanno aiutato a capire com'è un buon attacco al seno e mi hanno indicato una pediatra che, al contrario di tanti medici, non mi avrebbe proposto di “curare” le ragadi smettendo di allattare. Sono andata da questa pediatra per 4 giorni di fila, nonostante pioggia e freddo, con la mia neonata in macchina.

Nel frattempo cercavo di allattarla come potevo, con l'aiuto del tiralatte, dandole il latte con il cucchiaino e addirittura con il conta-gocce, che alla fine si è rivelato controproducente (lei ha imparato a succhiare in modo sbagliato). A questo punto, era già una settimana che avevo febbre alta e alla fine sono tornata dalla pediatra con 1) paracapezzoli 2) ricetta per dare latte artificiale come aggiunta 3) ricetta con antibiotico per la mastite, regalino derivato dagli innumerevoli ingorghi. Ma questa non è stata una sconfitta. Avevo perso solo una battaglia, ma avrei vinto la guerra...ma 40 giorni dopo.


EM CASA – PRIMEIROS DIAS

“Bem-vinda em casa!” Me receberam minha mãe e minha Irma, que tinham vindo do Brasil para me ajudar. Por sorte elas conseguiram chegar antes do nascimento.

Todas as neomaes do mundo precisariam ter parentes assim, que largam tudo para limpar a sua casa, cozinhar, passar e passar as noites em branco para ajudar a mamãe a descansar. Os bebes, até os 3 meses, querem só a mãe, e esta deveria se ocupar somente do seu filhote, de amamentá-lo, dar muito carinho e conhecê-lo. Digo isso porque nesse período a maior parte dos parentes vai querer só estar com o bebe e carregá-lo, enquanto, ao contrario, a ajuda mais preciosa que a mamãe pode receber é ter alguém que faz comidinha para ela. Comendo bem, a mamãe poderá nutrir o seu bebe com um bom leite. Quem nutre deve, primeiro, se nutrir!

Cheguei em casa com duas coisas para resolver: os pontos e as rachaduras nos seios. Os pontos doeram muito por 10 dias, e me incomodaram pelo mês inteiro. Quanto às rachaduras, o período não foi assim tão “rápido” (entre aspas porque o tempo é relativo quando se trata de sentir dor)

Nesses primeiros dias o grupo SORSI DI VITA foi de extrema ajuda para mim. Conheci algumas voluntarias em uma das aulas do curso pré parto. Eu telefonei e elas vieram na minha casa, me ensinaram a fazer trouxinhas quentes com as fraldas para tratar das pedras nas mamas, me ajudaram com a posição da amamentação e me indicaram uma pediatra que, ao contrario de muitos médicos, não teria me proposto de curar as feridas nos seios suspendendo a amamentação. Fui nessa pediatra por 4 dias seguidos, mesmo com chuva e frio, com a minha recém-nascida no carro.

Nesse meio tempo eu tentava amamentá-la da melhor maneira possível, recorrendo ao tira-leite, dando o leite a ela com a colherzinha e ate mesmo com o conta-gotas, que no final se revelou uma ma idéia visto que ela aprendeu a sugar de uma maneira que não ajudava a amamentação. A essa altura havia já uma semana que eu tinha febre alta e no final eu voltei da pediatra com 1) protetor de mamilos 2) receita para dar leite artificial para completar o meu leite 3) receita com o antibiótico para a mastite, presentinho derivado das inúmeras pedras nos seios. Mas esta não foi uma derrota. Eu tinha perdido só uma batalha, mas eu teria vencido a guerra... mas 40 dias depois.

domingo, 22 de agosto de 2010


PRIMI GIORNI IN OSPEDALE


Tutto era novità...ero completamente sconvolta. Tranquilla, ma sconvolta. I punti mi facevano molto male, e si facevano sentire anche se il dolore allucinante delle contrazioni era già passato.

Sono tornata in sala travaglio, ma adesso eravamo in tre. La piccola piangeva e cercava il seno, ma il personale dell'ospedale mi ha detto di aspettare e che, passate le ore di osservazione, me l'avrebbero attaccata al seno.

Mio marito ha fatto le cose “tecniche”: avvertito la famiglia che la bimba era nata e fatto una piccola ripresa con la telecamera. L'ha anche presa in braccio e cullata. Passate le due ore, ci siamo salutati e mi hanno portato in camera per la degenza. Erano una decina di camere, con tre letti per ogni camera (ai brasiliani: l'ospedale è pubblico e molto buono) .Nella mia camera c'era già una donna che aveva partorito il giorno precedente. Molto dolce, parlava con la sua neonata. La mia piccola ha dormito tutta la notte. Io sono stata tutta la notte a guardarla.

L'indomani ho capito come funzionava: al mattino i neonati avevano un appuntamento col pediatra, poi gli facevano il bagnetto e controllavano la cicatrizzazione delle mamme. Ci chiamavano una alla volta, e insegnavano subito alle neomamme, come fare il bagnetto e cambiare il pannolino.

La colazione veniva portata presto, verso le 7 del mattino, il pranzo verso le 11:30 e la cena verso le 18. Si mangiava molto bene e si poteva scegliere il menu.

Mio marito veniva la mattina e il pomeriggio a trovarci. Teneva la piccola mentre mi lavavo (c'era una doccia per tutto il reparto ma in tre giorni ho visto solo una ragazza che si è lavata, oltre a me).

La sera successiva la piccola si è svegliata parecchio. Piangeva, penso di fame, e io chiamavo le infermiere per aiutarmi ad attaccarmela al seno. Però lei si addormentava attaccata e io non avevo idea se l'attacco era giusto, quindi se non mi faceva malissimo, per me era giusto. Risultato: subito ragadi.

Per le visite, le regole dell'ospedale erano chiare: massimo due persone alla volta, negli orari prestabiliti. Però in pratica non è stato così. Mi sono trovata una sera con 15 persone in camera mia, per visitarmi. Ammetto che è veramente troppo. Le regole hanno un loro perché.

Al terzo giorno mio marito è arrivato un po' prima dell'orario di visite e ho visto le infermiere che cercavano di farlo aspettare. Erano tutte agitatissime...subito ho visto un signore che passava per le camere, con 3 persone con carta e penna in mano che lo assecondavano. Il PRIMARIO. “Shhhh...è arrivato il primario...” “meglio spegnere il telefonino, perché c'è il primario...” Il primario è passato per la mia camera, si è certificato che andava tutto bene, mi ha fatto due domande e poi se n'è andato. “Uff....ok, se n'è andato...si torna alla normalità”- sentivo le infermiere.

Al terzo e ultimo giorno hanno visitato me e la mia figlia e ci hanno dimesso. Ho preparato le valigie e ce ne siamo andati senza immaginare cosa ci attendeva al di là di quelle porte...


PRIMEIROS DIAS NO HOSPITAL


Tudo era novidade...eu estava completamente desnorteada. Tranquila, mas desnorteada. Os pontos doiam muito, e a dor incomodava mesmo depois que de terminadas as contraçoes.

Voltei à sala pre parto, mas agora eramos tres. A pequena chorava e procurava o seio, mas o pessoal do hospital me falou para esperar e que, depois das horas de observaçao, me ajudariam com a amamentaçao.

Meu marido fez as coisas “técnicas”: avisou a familia que a nenem nasceu, e nos filmou rapidamente. Também a pegou nos braços e ninou. Passadas as duas horas, nos despedimos e me levaram para o quarto. Haviam mais ou menos dez quartos, com tres camas em cada um. (Aqui explico aos brasileiros que o hospital é publico, e excelente).No meu quarto havia ja uma moça que tinha tido o bebe na noite anterior, e falava de maneira muito doce con sua recem-nascida. Minha pequena dormiu a noite toda. Eu fiquei acordada olhado para ela.

No dia seguinte entendi como funcionava: de manha os recém nascidos tinham consulta com o pediatra, depois davam banho e conferiam a cicatrizaçao das mamaes. Chamavam uma de cada vez e ensinavam logo como dar banho e trocar a fralda.

O cafè da manha era servido às 7 da manha, o almoço às 11:30 e o jantar às 18. A comida era otima e podiamos escolher o menu.

Meu marido vinha nos visitar de manha e de tarde. Ele ficava com a pequena enquanto eu tomava banho (tinha um so chuveiro para todo o setor, mas em tres dias eu vi somente uma moça que tomou banho, alem de mim).

Na noite seguinte a pequena acordou varias vezes. Chorava, acho que de fome, e eu chamava as enfermeiras para me ajudarem a amamentar. Porém ela dormia quase imediatamente, mamando, e eu nao sabia se de maneira correta. Se nao me matava de dor, para mim estava certo. Resultado: feridas e rachaduras nos seios.

As regras do hospital para visitas eram claras: maximo duas pessoas a cada vez, nos horarios pré estabelecidos. Porém na pratica nao foi assim. Uma noite haviam 15 pessoas no meu quarto para me visitar . Admito que realmente era demais. As regras tem o seu motivo.

No terceiro dia meu marido chegou um pouco antes do horario de visita e vi as enfermeiras que tentavam faze-lo esperar. Um rebuliço, estavam agitadissimas...logo vi um senhor que passava pelos quartos, com 3 pessoas atras dele, munidas de caneta e papel. O PRIMARIO (chefe). “Shhh...chegou o chefe...” “melhor desligar o celular, o chefe ta aqui...” O primario passou pelo meu quarto, conferiu tudo, me fez duas perguntas e foi embora. “Uff...ok, foi embora...de volta à normalidade” - escutei as enfermeiras.

No terceiro e ultimo dia consultaram à mim e à minha filha e nos deram o ok para ir para casa. Preparei as malas e fomos embora sem imaginar o que nos esperava além daquelas portas...

segunda-feira, 16 de agosto de 2010

Pubblicato sul mensile Donna & Mamma ad agosto 2010. Siamo una delle "testimonial" del mese. Riguardo quello che ho detto, nel numero di marzo 2010 una signora ha raccontato che ha tolto l'aggiunta quando suo bebè aveva due mesi. Questo mi ha incentivato e una settimana prima del compimento del secondo mese di Letizia, anch'io ce l'ho fatta!

Publicado na revista italiana Donna & Mamma em agosto de 2010. Somos uma das "testimonial" do mes. Sobre o que eu escrevi, no numero de março de 2010 uma senhora contou que tirou a mamadeira com leite artificial (amamentou so com o proprio leite) quando o seu bebe tinha dois meses. Isso me incentivou e uma semana antes da Letizia fazer dois meses, eu tambem consegui!

sábado, 14 de agosto de 2010


HISTORIA DE PARTO - segunda parte: NO HOSPITAL

Chegamos no hospital às 6 da tarde. As contraçoes, a esse ponto,eram exatamente a cada 5 minutos, com a duraçao de cerca um minuto. Esperei uma outra contração no carro para ter tempo para chegar no balcão com uma cara decente. Assim que cheguei me colocaram para fazer o que eles chamam de “tracciato”: deviam relevar o numero de contraçoes e eu tinha que apertar um botão a cada vez que eu sentia movimentos fetais. Me deixaram ali por UMA HORA!!! No meio tempo eu estava pessima por causa das contraçoes e da dor na coluna.

Apurado que eu não estava brincando, fizeram a consulta e constataram que eu tinha 1 cm de dilatação. SO??? Tuda aquela dor por UM centimetro! Eu ainda tinha que suportar outros 9. Mas eu pediria a peridural, mesmo depois de ver a agulha. Enorme. O medico me falou que eu não tinha cara de alguem que estava em trabalho de parto. “Nunca confie na expressão das mulheres...” ele disse. E me colocou na sala pré-parto com toda a tranquilidade, com uma flebo com penicilina, visto que meu exame deu positivo ao estreptococo (microbio que, se presente, pode infectar o bebe durante o parto). Doia tanto que eu pedi para a obstetra não deixar passar o momento de me dar a anestesia, e implorei para ele olhar. Ela, surpresa, viu que eu ja estava com 4 cm de dilatação. E logo 5. E 6. Eu sentia cada centimetro.. Ela chamou o anestesista e...surpresa! Ele estava ocupado! E tinha somente , e digo somente, um para o hospital inteiro. E não era domingo de madrugada. Era sexta-feira, 8 horas da noite.

Resultado: parto sem anestesia. A bolsa não rompeu, eles é que a romperam, entao meu bebe ficou protegido ate o fim. Me fizeram caminhar (que dor!!!) da sala pré-parto até a sala de parto com 9 cm de dilatação e me fizeram a episiotomia ( o corte na zona do perineo). Não senti o corte, mas as duas agulhadas enormes naquele lugar sim (deveria ser a anestesia local para aliviar a dor enquanto me costuravam, mas não funcionou)... Senti todos os pontos, mas não sei quantos fizeram. Não perguntei. Não mudava nada para mim.

Minha menininha nasceu depois de somente 2 horas de trabalho de parto, belissima, e a colocaram sob a minha barriga. Meu marido estava na sala de parto comigo e durante todo o parto me forneceu o carburante necessario: agua. Eu estava morrendo de sede. Ele estava atras de mim, e não precisou de um capacete porque não desmaiou. Pelo contrario, esteve muito presente. Devo dizer que ele viu tudo como eu via, do meu angulo,e não como a obstetra via.

A minha pequena logo estava com um otimo colorido, com uma pontuaçao de 9 em 10 no teste Apgar ( sao 5 parametros que avaliam o bem-estar do recém-nascido durante o parto e como se adaptou à vida extra-uterina, e é medido no primeiro e no quinto minuto de vida). Enquanto me costuravam me perguntaram o nome do bebe. Eu e meu marido queriamos ve-la para ter certeza do nome, e me perguntar isso com uma agulha nas minhas partes intimas não era exatamente o melhor momento... entao colocamos o ultimo nome que nos dois tinhamos gostado: Letizia!

Algumas pessoas me falaram que a dor passa assim que colocam o bebe sob a barriga. Mentira. Eu estava alucinada de dor!!! Meu primeiro alivio foi quando expeli a placenta.

Depois do parto me colocaram em observaçao por duas horas, mas eu podia estar com meu marido e minha filha. Pedi ajuda para amamentar e me falaram que me ajudariam no quarto depois. Grande erro. Quanto mais cedo se coloca o bebe ao seio, maiores sao as chances de amamentar bem.

Visto a velocidade do parto a flebo com penicilina estava ainda na metade, e entao minha estada no hospital seria um pouco maior, 3 dias.

“Entao esse é o inicio...” pensei. Agora era o momento de começar a conhecer meu filhotinho...


RACCONTO PARTO- seconda parte: IN OSPEDALE

Siamo arrivati in ospedale alle 6 di pomeriggio. A quel punto le contrazioni erano esattamente ogni 5 minuti, con durata di circa un minuto. Ho aspettato un' altra contrazione in macchina per avere il tempo di arrivare in accettazione con una faccia decente. Appena sono arrivata mi hanno fatto il cosiddetto tracciato: dovevano controllare quante contrazioni avevo e dovevo premere il pulsante ogni volta che sentivo movimenti fetali. Mi hanno lasciata lì UN'ORA!!! Nel frattempo stavo malissimo per le contrazioni dolorose e mal di schiena.

Appurato che non scherzavo, mi hanno visitato e hanno constatato che avevo 1 cm di dilatazione. SOLO???? Tutto quel dolore per UN centimetro! Dovevo sopportarne altri 9. Ma avrei chiesto l'epidurale, anche se mi avevano fatto vedere l'ago. Enorme. Il dottore mi ha detto che non avevo la faccia di una in travaglio. “Mai fidarsi dalla faccia delle donne...” ha detto. E mi ha messo in sala travaglio con tutta la tranquillità, con una flebo con penicillina, visto che avevo il tampone positivo allo streptococco (microbo che, se presente, può infettare il bebè durante il parto).

Il dolore mi ha fatto chiedere subito all'ostetrica di darmi l'epidurale appena possibile, e l'ho pregata di controllare la dilatazione. Lei, sorpresa della velocità, ha visto che ne avevo già 4 cm. E subito 5. E 6. Io li sentivo tutti. Ha chiamato l'anestesista che...sorpresa! Era impegnato! E ce n'era solo, e dico solo, uno per tutto l'ospedale. E non era domenica notte. Era venerdì, alle 8 di sera.

Risultato: ho partorito senza anestesia. Le acque non si sono rotte, le hanno rotte loro, quindi il mio bebè è stato protetto fino alla fine. Mi hanno fatto camminare (che male !!!) dalla sala travaglio alla sala parto con 9 cm di dilatazione e mi hanno fatto l'episiotomia (il taglio nella zona del perineo). Non ho sentito il taglio, ma le due punture enormi in quel posto lì invece si (dovrebbe essere l'anestesia locale per alleviare il dolore mentre mi cucivano, ma non ha funzionato)...Ho sentito tutti i punti, anche se non lo so quanti me ne hanno fatti. Non ho chiesto. Non cambiava niente.

La mia bimba è nata dopo sole 2 ore di travaglio, bellissima, e me l'hanno messa sulla pancia. Mio marito era in sala travaglio e durante tutto il parto mi ha fornito il carburante necessario: l'acqua. Avevo una sete incommensurabile. Lui era dietro di me, e non ha avuto bisogno di un casco perché non è svenuto. Anzi, è stato molto presente. C'è da dire che ha visto tutto dalla mia stessa angolazione, e non dall'angolo dell'ostetrica.

La mia piccola presentava un ottimo colorito e un punteggio 9 su 10 al test di Apgar (sono 5 parametri che valutano il benessere del neonato durante il travaglio e come si è adattato alla vita extra-uterina, si misura al primo e quinto minuto di vita). Mentre mi cucivano mi hanno chiesto il suo nome. Io e mio marito volevamo vederla per essere sicuri del nome, e chiedermelo con un ago nelle mie parti intime non era proprio il miglior momento...allora abbiamo dato l'ultimo nome che piaceva a tutti e due: Letizia!

Qualcuno mi ha detto che tutto il dolore passa quando ti mettono il bambino sulla pancia... non è vero! Ero allucinata di dolore!!! Il mio primo sollievo effettivo è stato dopo l'espulsione della placenta.

Dopo il parto mi hanno riportata in sala travaglio, con mio marito e mia figlia, per stare in osservazione per 2 ore. Ho chiesto di attaccarmela al seno e il personale dell'ospedale mi ha detto di aspettare, che in camera l'avrebbero fatto. Grande sbaglio!!! Avrei dovuto insistere, perché l'attacco precoce aiuta l'allattamento.

Vista la velocità del parto la flebo con penicillina era ancora a metà, e quindi il mio soggiorno in ospedale sarebbe stato un pochettino più lungo, 3 giorni.

“Allora questo è l'inizio...” ho pensato. Adesso era arrivato il momento di iniziare a conoscere il mio cucciolo...

http://www.gyneconline.net/page28/page7/esami.html per gli esami in gravidanza.