terça-feira, 14 de setembro de 2010

PROBLEMI E SOLUZIONI


Esperienza personale: prima notte in ospedale, la piccola si addormenta con il seno in bocca, ed io non ho idea se l'attacco è giusto. L'indomani sono sicura che era sbagliato, visto che compaiono le prime ragadi. Niente paura, ho l'altro seno. Notte successiva: ragadi all'altro seno. Chiedevo aiuto alle infermiere ma ovviamente qualcuno ha sbagliato qualcosa, e probabilmente sono stata io.

Sono stata dimessa allattando esclusivamente al seno, come la stragrande maggioranza delle mamme. Ma a che prezzo? Ogni volta che dovevo allattare stringevo i denti e premevo qualsiasi cosa per sopportare il dolore. E farlo ogni 2-3 ore...non era facile. Ce la farò. Chi mi aiuta?

Ingorghi: non riuscendo a svuotare il seno ed evitando le poppate per via del dolore, il seno è diventato grosso e duro, da essere invidiato da Pamela Anderson. Cura: 15 minuti prima della poppata si fanno degli impacchi caldi utilizzando un pannolino bagnato in acqua calda. Si fa un massaggio e si svuota il seno completamente, finché non diventa morbido. Se il bambino non lo svuota si può ricorrere alla spremitura manuale per finire.

Mastite: per forza bisogna ricorrere agli antibiotici, ma non per questo si deve smettere di allattare. L'infiammazione è conseguenza degli ingorghi che non sono stati ben curati. La febbre conferma la mastite, eventualmente. Il seno diventa arrossito e molto duro. La miglior cura, secondo me, è prendere gli antibiotici, fare gli impacchi caldi per curare gli ingorghi e allattare il massimo possibile.

Ragadi: ho provato innumerevoli pomate. Mi sono trovata bene con Oleo Vea. Ho usato il paracapezzoli per una settimana e provavo a toglierlo a metà poppata ed offrire il seno. L'uso dei paracapezzoli mi ha sollevato un po' il dolore delle ragadi, quindi offrivo il seno più spesso e più volentieri. Risultato: la produzione di latte è aumentata. Ormai davo 50% di latte mio e 50% di aggiunta.

Dopo una settimana di paracapezzoli sono tornata dalla pediatra per cercare di toglierli, perché mi è stato detto che con il loro uso il latte tende a seccare entro 3 mesi, visto che difficilmente le loro misure corrispondono al capezzolo della mamma. Sono riuscita a toglierli, anche se avevo ancora ragadi, ma ormai avevo capito come doveva essere l'attacco. A questo punto la produzione di latte è aumentata ancora. Adesso davo 70% di latte mio e 30% di aggiunta.

Come togliere l'aggiunta e aumentare la produzione del proprio latte: questa è senza dubbio la cosa più difficile che ho fatto. La prima cosa è credere in sé stesse, che si riuscirà. Questo argomento è importante e nessuno mi ha detto come farlo, compreso i pediatri. Mi è stato di grande aiuto il sito http://www.allattare.net/. Parlerò più avanti su questo argomento.


(Tutti questi consigli sono basati sulla mia esperienza personale, e non sostituiscono i consigli dei medici.)


PROBLEMAS E SOLUÇÕES

Experiência pessoal: primeira noite no hospital. A pequena se adormece mamando e eu não tenho idéia se a posição esta certa ou não. No dia seguinte me certifico que estava errada, visto que aparecem rachaduras no seio. Sem problema, tenho o outro. Noite seguinte: rachaduras no outro seio. Eu pedia ajuda às enfermeiras, mas obviamente alguém errou algo, e provavelmente esse alguém fui eu. Quando me deram alta eu estava amamentando, como a grande maioria das mães. Mas qual o preço? Cada vez que eu amamentava, apertava os dentes para suportar a dor. E resistir a cada 2-3 horas...não era fácil. Eu vou conseguir! Quem me ajuda?


Pedras nos seios: não conseguindo esvaziar os seios e evitando amamentar por causa da dor, o seio ficou duro e grande, de dar inveja à Pamela Anderson. Cuidados: 15 minutos antes de amamentar se faz uma trouxinha utilizando uma fralda molhada em água quente. Massageia-se e se esvazia completamente os seios. Se a criança não consegue esvaziar, pode-se esvaziá-lo manualmente.


Mastite: é necessário recorrer aos antibióticos, mas isso não é motivo para parar de amamentar. A inflamação é uma conseqüência das pedras nos seios, que não foram bem cuidadas. A febre confirma a mastite, eventualmente. O seio fica avermelhado e muito duro. A melhor cura, na minha opinião, é tomar os antibióticos, fazer as trouxinhas quentes para sarar as pedras e amamentar o Maximo possível.


Rachaduras nos seios: tentei varias pomadas. Deu certo com uma chamada Óleo Vea. Usei o protetor de mamilos por uma semana e tentei retira-lo no meio das mamadas, continuando só com o seio. O uso dos protetores me aliviou um pouco a dor, então eu amamento mais vezes, e com mais prazer. Resultado: a produção de leite aumentou. Agora eu já dava 50% de leite meu e 50% de leite artificial para completar.

Depois de uma semana com os protetores de mamilos, voltei à pediatra para tentar amamentar sem eles, pois me falaram que o uso prolongado dos protetores fazia com que o leite secasse depois de cerca de três meses, já que dificilmente o tamanho deles é adequado ao seio. Consegui retira-los, mesmo com as rachaduras, mas a esse ponto eu tinha entendido como é a amamentação correta. A produção de leite aumentou ainda mais. Agora eu dava 70% do meu leite e 30% do leite artificial.


Como retirar o leite artificial e aumentar a própria produção de leite: essa sem duvida foi a coisa mais difícil que eu já fiz. A primeira coisa é acreditar em si mesma. Esse assunto é importante e ninguém me ensinou nada, nem os pediatras. O site abaixo me ajudou muito. Mais tarde falarei sobre isso. http://www.allattare.net/


(Todos os conselhos são baseados na minha experiência pessoal e não substituem o medico)



terça-feira, 7 de setembro de 2010



ALLATTAMENTO: POSIZIONE


Durante la gravidanza ci si concentra su come sarà il parto. Una volta partorito, la più grande preoccupazione cambia, e ci si pensa solo “devo nutrire la mia bambina”! Con me è stato così.

Scena: sala piena di donne incinta al corso pre parto, all'ospedale di Palmanova (UD) Eravamo in una decina. Tutte, tranne una, alla prima gravidanza. Una molto giovane, una abbastanza, hummm, matura...età media 30 anni.

Tre volontarie del gruppo SORSI DI VITA si impegnano a spiegarci che allattare non è scontato, e ci danno delle bambole, diconoci di fare finta che sono i nostri figli e che dobbiamo fare pratica. A parte la signora che era alla seconda gravidanza, addirittura tutte sbagliano!


AMAMENTAÇÃO: POSIÇÃO

Durante a gravidez a gente se concentra em como será o parto. Depois do parto a nossa maior preocupação passa a ser "devo nutrir minha filha"! Comigo foi assim.

Cena: sala cheia de mulheres grávidas no curso parto, no hospital de Palmanova (UD). Éramos mais ou menos em dez. Todas, menos uma, na primeira gravidez. Uma muito jovem, uma bem, hummm, madura... Uma media de idade de 30 anos.

Três voluntarias do grupo SORSI DI VITA se empenham a nos explicar que amamentar não é tão simples e obvio, e nos dão bonecas para que nos possamos fingir que são nossos filhos e fazer um pouco de pratica, amamentando. Absolutamente todas erraram, menos a moça que já tinha tido um filho e amamentado.



sexta-feira, 3 de setembro de 2010



DUE CONSIGLI

Ieri una mamma mi ha detto che ha preso a sberle sua figlia, perché non sapeva il motivo del pianto. Sono rimasta perplessa. Allora vorrei condividere alcuni consigli che mi hanno aiutato ad andare avanti.

Ogni esperienza è diversa e le regole generali che ho imparato sono solo due:

  1. seguire l'istinto
  2. non trattare male il bambino

Non sono regole semplici. La prima è difficile perché tutti vogliono dare la propria opinione. Alcuni parenti possono rivelarsi davvero possessivi, sopratutto i nonni, e possono sentirsi nel diritto di fare di testa loro. Alla fine, i loro figli sono bambini... i bambini non possono allevare altri bambini! E invece i loro figli sono diventati genitori. Hanno più accesso a informazioni attualizzate e sono persone capaci. Se qualcuno ti dà un consiglio, è meglio sorridere, dire “grazie” e fare come te la senti.

Il secondo punto non è affatto scontato. Vedo spesso mamme che prendono a sberle i loro figli, che li rimproverano in pubblico, che gridano con loro e che, quando vengono chiamate, non gli danno importanza. Altre mamme lasciano il bambino piangere per ore. Tutto questo rientra nel “trattare male” secondo me.

Se sei una mamma che in quel momento non ce la fa più, il meglio è mettere il bambino in un posto sicuro, come il suo lettino (e non prenderlo in braccio con rabbia!!! Lui percepisce tutto e gli duole il cuore sapere che sua mamma è, anche se momentaneamente, stufa di lui) e chiudere la porta in modo da non sentire il pianto. Nel frattempo fai una doccia, bevi acqua, insomma, calmati. Io lo faccio al massimo per 10 minuti. Questo perché il bambino ha bisogno della mamma, sopratutto dell'amore e pazienza per scoprire il motivo del pianto.

I motivi del pianto di solito sono fame, sonno, mal di pancia o mal di orecchio. Può darsi che voglia semplicemente essere preso in braccio per fare un ruttino. L'unico modo che il bambino ha per comunicare è il pianto. Lui non lo fa per rompere le scatole. Lui lo fa per chiedere “mamma, sto male, non so perché, sono a disagio e sto soffrendo. Tu sei il mio angelo, mi aiuti, per favore?”

Sono sicura che i capricci non esistono, almeno nel primo anno. Non sono un'esperta ma lo dicono pure parecchi pediatri. Esistono solo necessità, bisogni. La parola “capriccio”, secondo me, è stata inventata per giustificare gli adulti che non hanno la calma e l'amore per scoprire qual'è il bisogno del loro cucciolo.

DOIS CONSELHOS

Ontem uma mãe me falou que deu um tapa na sua filha, porque não sabia o motivo pelo qual ela estava chorando. Eu fiquei perplexa. Então eu queria compartilhar os conselhos que me ajudaram a seguir em frente.

Cada experiência é diferente e as regra gerais que aprendi são somente duas:

1. seguir o instinto

2. não tratar mal o neném

Não são regras simples. A primeira é difícil porque todos querem dar a sua opinião. Alguns parentes podem se revelar realmente possessivos, principalmente os avos, e podem se sentir no direito de fazer as coisas da maneira deles. Afinal, o filho deles ainda é uma criança... crianças não podem criar outras crianças! E, ao contrario, o filho deles virou pai. Tem mais acesso a informações atualizadas e são pessoas capazes. Se alguém te da um conselho, é melhor sorrir, dizer “obrigada” e depois fazer como você acha melhor.

O segundo ponto não é nada obvio. Vejo freqüentemente mães que dão tapas nos seus filhos, que os reprovam em publico, que gritam com eles e que, quando eles a chamam, não dão importância alguma para eles. Outras mães deixam os filhos chorarem por horas. Tudo isso é “tratar mal”.

Se você é uma mãe que, naquele momento, não agüenta mais, o melhor a se fazer e colocar a criança em um lugar seguro, como o berço (e não o carregue com raiva!!! Ele percebe tudo e o seu coração dói são de saber que a sua mãe, mesmo que momentaneamente, esta cansada dele) e fechar a porta para não sentir o choro. Enquanto isso tome um banho, bebe água, se acalme. Eu faço isso por um Maximo de 10 minutos. Isso porque a criança precisa de você, principalmente do seu amor e da sua paciência para descobrir o motivo do choro.

Os motivos do choro geralmente são fome, sono, dor de barriga ou de ouvido. Pode ser que ele queira simplesmente arrotar. O único modo que o neném tem para se comunicar é o choro. Ele não faz isso para encher o saco. Ele faz isso para pedir “mamãe, eu estou mal, não sei porque, estou incomodando e sofrendo. Você é meu anjo, me ajuda por favor?”

Eu tenho certeza que as manhas não existem, ao menos no primeiro ano. Não sou uma especialista, mas digo isso de acordo com vários pediatras. Existem somente necessidades. A palavra “manha”, na minha opinião foi inventada para justificar os adultos que não tem a calma e o amor para descobrir qual é a necessidade do filhote.

quinta-feira, 2 de setembro de 2010


A CASA- PRIMI GIORNI


“Bentornate a casa!” Mi hanno accolto mia mamma e mia sorella, che erano venute dal Brasile per aiutarmi. Fortunatamente erano riuscite ad arrivare prima della nascita.

Tutte le neo mamme del mondo avrebbero bisogno di parenti così, che mollano tutto per pulirti la casa, fare da mangiare, stirare e fare le notti senza dormire perché la mamma si riposi. I bebè, fino a 3 mesi, vogliono solo la mamma, e la mamma dovrebbe occuparsi solamente del suo cucciolo, di allattarlo, coccolarlo e conoscerlo. Sottolineo questo perché in questo periodo la maggior parte dei parenti vorrà solo stare con il bebè e prenderlo in braccio mentre, invece, l'aiuto più prezioso che la neo mamma può ricevere è avere qualcuno che le fa da mangiare. Questo farà in modo che lei sia nutrita bene, così per poter nutrire il suo bebè con un buon latte. Chi nutre deve prima nutrirsi!

Sono arrivata a casa con 2 cose da risolvere: i punti e le ragadi. I punti mi hanno fatto male per ben 10 giorni, ma mi hanno dato fastidio per almeno tutto il mese. Per quanto riguarda le ragadi, i tempi non sono stati così “brevi” (tra virgolette, perché il tempo è relativo, quando si prova dolore).

In questi primi giorni mi è stato di estremo aiuto il gruppo SORSI DI VITA. Ho conosciuto alcune volontarie in una delle lezioni del corso pre-parto. Le ho chiamate e loro sono venute a casa mia, mi hanno insegnato a fare impacchi caldi con i pannolini per curare gli ingorghi mammari, mi hanno aiutato a capire com'è un buon attacco al seno e mi hanno indicato una pediatra che, al contrario di tanti medici, non mi avrebbe proposto di “curare” le ragadi smettendo di allattare. Sono andata da questa pediatra per 4 giorni di fila, nonostante pioggia e freddo, con la mia neonata in macchina.

Nel frattempo cercavo di allattarla come potevo, con l'aiuto del tiralatte, dandole il latte con il cucchiaino e addirittura con il conta-gocce, che alla fine si è rivelato controproducente (lei ha imparato a succhiare in modo sbagliato). A questo punto, era già una settimana che avevo febbre alta e alla fine sono tornata dalla pediatra con 1) paracapezzoli 2) ricetta per dare latte artificiale come aggiunta 3) ricetta con antibiotico per la mastite, regalino derivato dagli innumerevoli ingorghi. Ma questa non è stata una sconfitta. Avevo perso solo una battaglia, ma avrei vinto la guerra...ma 40 giorni dopo.


EM CASA – PRIMEIROS DIAS

“Bem-vinda em casa!” Me receberam minha mãe e minha Irma, que tinham vindo do Brasil para me ajudar. Por sorte elas conseguiram chegar antes do nascimento.

Todas as neomaes do mundo precisariam ter parentes assim, que largam tudo para limpar a sua casa, cozinhar, passar e passar as noites em branco para ajudar a mamãe a descansar. Os bebes, até os 3 meses, querem só a mãe, e esta deveria se ocupar somente do seu filhote, de amamentá-lo, dar muito carinho e conhecê-lo. Digo isso porque nesse período a maior parte dos parentes vai querer só estar com o bebe e carregá-lo, enquanto, ao contrario, a ajuda mais preciosa que a mamãe pode receber é ter alguém que faz comidinha para ela. Comendo bem, a mamãe poderá nutrir o seu bebe com um bom leite. Quem nutre deve, primeiro, se nutrir!

Cheguei em casa com duas coisas para resolver: os pontos e as rachaduras nos seios. Os pontos doeram muito por 10 dias, e me incomodaram pelo mês inteiro. Quanto às rachaduras, o período não foi assim tão “rápido” (entre aspas porque o tempo é relativo quando se trata de sentir dor)

Nesses primeiros dias o grupo SORSI DI VITA foi de extrema ajuda para mim. Conheci algumas voluntarias em uma das aulas do curso pré parto. Eu telefonei e elas vieram na minha casa, me ensinaram a fazer trouxinhas quentes com as fraldas para tratar das pedras nas mamas, me ajudaram com a posição da amamentação e me indicaram uma pediatra que, ao contrario de muitos médicos, não teria me proposto de curar as feridas nos seios suspendendo a amamentação. Fui nessa pediatra por 4 dias seguidos, mesmo com chuva e frio, com a minha recém-nascida no carro.

Nesse meio tempo eu tentava amamentá-la da melhor maneira possível, recorrendo ao tira-leite, dando o leite a ela com a colherzinha e ate mesmo com o conta-gotas, que no final se revelou uma ma idéia visto que ela aprendeu a sugar de uma maneira que não ajudava a amamentação. A essa altura havia já uma semana que eu tinha febre alta e no final eu voltei da pediatra com 1) protetor de mamilos 2) receita para dar leite artificial para completar o meu leite 3) receita com o antibiótico para a mastite, presentinho derivado das inúmeras pedras nos seios. Mas esta não foi uma derrota. Eu tinha perdido só uma batalha, mas eu teria vencido a guerra... mas 40 dias depois.