domingo, 22 de agosto de 2010


PRIMI GIORNI IN OSPEDALE


Tutto era novità...ero completamente sconvolta. Tranquilla, ma sconvolta. I punti mi facevano molto male, e si facevano sentire anche se il dolore allucinante delle contrazioni era già passato.

Sono tornata in sala travaglio, ma adesso eravamo in tre. La piccola piangeva e cercava il seno, ma il personale dell'ospedale mi ha detto di aspettare e che, passate le ore di osservazione, me l'avrebbero attaccata al seno.

Mio marito ha fatto le cose “tecniche”: avvertito la famiglia che la bimba era nata e fatto una piccola ripresa con la telecamera. L'ha anche presa in braccio e cullata. Passate le due ore, ci siamo salutati e mi hanno portato in camera per la degenza. Erano una decina di camere, con tre letti per ogni camera (ai brasiliani: l'ospedale è pubblico e molto buono) .Nella mia camera c'era già una donna che aveva partorito il giorno precedente. Molto dolce, parlava con la sua neonata. La mia piccola ha dormito tutta la notte. Io sono stata tutta la notte a guardarla.

L'indomani ho capito come funzionava: al mattino i neonati avevano un appuntamento col pediatra, poi gli facevano il bagnetto e controllavano la cicatrizzazione delle mamme. Ci chiamavano una alla volta, e insegnavano subito alle neomamme, come fare il bagnetto e cambiare il pannolino.

La colazione veniva portata presto, verso le 7 del mattino, il pranzo verso le 11:30 e la cena verso le 18. Si mangiava molto bene e si poteva scegliere il menu.

Mio marito veniva la mattina e il pomeriggio a trovarci. Teneva la piccola mentre mi lavavo (c'era una doccia per tutto il reparto ma in tre giorni ho visto solo una ragazza che si è lavata, oltre a me).

La sera successiva la piccola si è svegliata parecchio. Piangeva, penso di fame, e io chiamavo le infermiere per aiutarmi ad attaccarmela al seno. Però lei si addormentava attaccata e io non avevo idea se l'attacco era giusto, quindi se non mi faceva malissimo, per me era giusto. Risultato: subito ragadi.

Per le visite, le regole dell'ospedale erano chiare: massimo due persone alla volta, negli orari prestabiliti. Però in pratica non è stato così. Mi sono trovata una sera con 15 persone in camera mia, per visitarmi. Ammetto che è veramente troppo. Le regole hanno un loro perché.

Al terzo giorno mio marito è arrivato un po' prima dell'orario di visite e ho visto le infermiere che cercavano di farlo aspettare. Erano tutte agitatissime...subito ho visto un signore che passava per le camere, con 3 persone con carta e penna in mano che lo assecondavano. Il PRIMARIO. “Shhhh...è arrivato il primario...” “meglio spegnere il telefonino, perché c'è il primario...” Il primario è passato per la mia camera, si è certificato che andava tutto bene, mi ha fatto due domande e poi se n'è andato. “Uff....ok, se n'è andato...si torna alla normalità”- sentivo le infermiere.

Al terzo e ultimo giorno hanno visitato me e la mia figlia e ci hanno dimesso. Ho preparato le valigie e ce ne siamo andati senza immaginare cosa ci attendeva al di là di quelle porte...


PRIMEIROS DIAS NO HOSPITAL


Tudo era novidade...eu estava completamente desnorteada. Tranquila, mas desnorteada. Os pontos doiam muito, e a dor incomodava mesmo depois que de terminadas as contraçoes.

Voltei à sala pre parto, mas agora eramos tres. A pequena chorava e procurava o seio, mas o pessoal do hospital me falou para esperar e que, depois das horas de observaçao, me ajudariam com a amamentaçao.

Meu marido fez as coisas “técnicas”: avisou a familia que a nenem nasceu, e nos filmou rapidamente. Também a pegou nos braços e ninou. Passadas as duas horas, nos despedimos e me levaram para o quarto. Haviam mais ou menos dez quartos, com tres camas em cada um. (Aqui explico aos brasileiros que o hospital é publico, e excelente).No meu quarto havia ja uma moça que tinha tido o bebe na noite anterior, e falava de maneira muito doce con sua recem-nascida. Minha pequena dormiu a noite toda. Eu fiquei acordada olhado para ela.

No dia seguinte entendi como funcionava: de manha os recém nascidos tinham consulta com o pediatra, depois davam banho e conferiam a cicatrizaçao das mamaes. Chamavam uma de cada vez e ensinavam logo como dar banho e trocar a fralda.

O cafè da manha era servido às 7 da manha, o almoço às 11:30 e o jantar às 18. A comida era otima e podiamos escolher o menu.

Meu marido vinha nos visitar de manha e de tarde. Ele ficava com a pequena enquanto eu tomava banho (tinha um so chuveiro para todo o setor, mas em tres dias eu vi somente uma moça que tomou banho, alem de mim).

Na noite seguinte a pequena acordou varias vezes. Chorava, acho que de fome, e eu chamava as enfermeiras para me ajudarem a amamentar. Porém ela dormia quase imediatamente, mamando, e eu nao sabia se de maneira correta. Se nao me matava de dor, para mim estava certo. Resultado: feridas e rachaduras nos seios.

As regras do hospital para visitas eram claras: maximo duas pessoas a cada vez, nos horarios pré estabelecidos. Porém na pratica nao foi assim. Uma noite haviam 15 pessoas no meu quarto para me visitar . Admito que realmente era demais. As regras tem o seu motivo.

No terceiro dia meu marido chegou um pouco antes do horario de visita e vi as enfermeiras que tentavam faze-lo esperar. Um rebuliço, estavam agitadissimas...logo vi um senhor que passava pelos quartos, com 3 pessoas atras dele, munidas de caneta e papel. O PRIMARIO (chefe). “Shhh...chegou o chefe...” “melhor desligar o celular, o chefe ta aqui...” O primario passou pelo meu quarto, conferiu tudo, me fez duas perguntas e foi embora. “Uff...ok, foi embora...de volta à normalidade” - escutei as enfermeiras.

No terceiro e ultimo dia consultaram à mim e à minha filha e nos deram o ok para ir para casa. Preparei as malas e fomos embora sem imaginar o que nos esperava além daquelas portas...

2 comentários:

  1. Ma non hai fatto l'incontro con la pediatra per consigli vari il giorno della dimissione?
    Ste

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  2. Ciao Ste!
    Il pediatra ha visitato la piccola e mi ha dato un foglio rosa in cui c'erano anche dei consigli, oltre alla descrizione di quello che era accaduto a lei (per esempio che avevano dato la vitamina K, le sue misure e il punteggio al test di Apgar). Il pediatra mi ha spiegato il contenuto del foglio e mi ha chiesto se avevo dubbi. Sono andata via molto soddisfatta, loro sono bravi! Sono un po' meno bravi al reparto di pediatria, staccato a quello di ostetricia , ma racconterò più avanti questo episodio...

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